Vanity Fair n. 50/2014

Caro Babbo Natale, ci regali 24 ore di felicità?

Cara Mina, è notizia di oggi che l’Egitto censura la musica e ha varato la lista nera dei cantanti: dalla libanese Haifa Wehbe alla band araba Oka e Ortiga, fino a Hamza Namira, il più politico fra i puniti in quanto ha sostenuto in passato i Fratelli Musulmani. È proprio vero che la musica genera paura su chi vuole comandare. Perché così dannatamente libera, ma altrettanto potente da abbattere gli argini di ogni censura. Tu che a più riprese ne sei stata anche colpita, che cosa ne pensi? Un bacio immenso. Luigi

Non so niente di questo “capolavoro”. Immagino che censurino i testi, più che la musica. Sono le parole che fanno paura, caro Luigi. E, prima ancora, i concetti, i pensieri. Ma questo atteggiamento censorio non fa altro che amplificare e dare forza a chi si vuole zittire. Come sempre. Ciao, tesoro, un bacio.

La sensibilità di una mamma

Mia figlia si laurea a Torino in Ingegneria biomedica e se troverà lavoro non sarà a Lecce, dove mamma e papà vivono già da soli: anche l’altro figlio è emigrato per studiare. Ora, io vorrei trasferirmi dove mia figlia si sistemerà e magari avrà un bambino. Ma in famiglia, compreso mio marito, mi chiedono se sono sicura che nostra figlia, ed eventuale genero, mi vogliano vicina. Ma quale madre non vuole stare accanto alla propria figlia e quale figlia non vuole vivere vicino ai genitori in pensione e lasciare in custodia i propri figli? Mi dicono: “Ma come, lasci tutto?”. Però io, per non abbandonare questa casa, non voglio invecchiare da sola: la casa è là dove ci sono i figli. La tua omonima Mina

Dolcissima Mina, al momento giusto dovrai capire se il tuo desiderio potrà essere accolto da tua figlia e eventuale genero. E dovrai farlo senza porre la domanda diretta, ma cercando di capire attraverso la tua sensibilità di madre. È una faccenda delicata, come sai. E sarà più importante la serenità e la felicità della tua ragazza. Tu dovrai accettare quello che arriverà. Col sorriso. Ti abbraccio, mia cara omonima.

Grazie del frastuono

In questi giorni sto amaramente assaggiando il retrogusto della solitudine e al pensiero che la morte possa cogliermi in questo spazio di vita che dovrebbe, invece, essere di slancio. Mi assale il dolore di non avere avuto la possibilità di amare qualcuno. Grazie per il frastuono che tu sola riesci ancora quotidianamente a provocare in me. Giacomo

Da quello che mi scrivi credo di aver capito che sei in età “fresca”, mi sbaglio? E qui ti aspetteresti una raffica di banalità, ne sono più che certa. Tipo: hai tutta la vita davanti… tutte le possibilità… chissà quali meraviglie ti riserva il domani… In effetti non ci sarebbe altro da comunicarti se non la certezza matematica che amerai qualcuno, più di una persona, fino a stufarti. Non so se questo ti può lasciare tranquillo, però… Ciao, Giacomo, tesoro. Il “frastuono” mi è piaciuto tantissimo. Sei mio.

Letterina con aggiunta…

Ho scritto a Babbo Natale chiedendo in regalo 24 ore di pura felicità. Credi che riuscirà a accontentarmi? Francesco

Ho considerato che, se aggiungi 24 ore di straniamento, la firmo anch’io, la tua letterina. Caro Francesco, male che vada, se Babbo Natale non ci considererà, faremo con quello che abbiamo “in casa”. E sarà tutto un make-believe. Noi siamo maestri in questa disciplina, vero? Il mio albero brilla e respira, mi guarda anche di notte e io mi appoggio alla sua presenza sedativa e affettuosa. Buon Natale, amico mio. Buon Natale a tutti voi che siete su questa pagina adesso e Buon Natale a tutti gli altri. Buon Natale davvero.

Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 22 dicembre 2014
“Ricominciamo” con lo straccio…

Gentilissima Mina, il mio compagno dice che quando do lo straccio cantando “Ricominciamo” non le assomiglio per niente. Chissà come mai… Un caro saluto, Camilla

E qual è il problema, cara Camilla? Magari la tua versione del pezzo è più interessante della mia. Chi può dirlo? È l’accoppiamento straccio-ricominciamo, che mi lascia perplessa. E provare a cambiare pezzo? Un bacio a te e al tuo compagno.

Speciale Vanity C’è Mina Per Voi del 23 dicembre 2014
Il Natale del ragionier Giustini

Mina, abbiamo lasciato il ragionier Giustini in una non troppo calda estate di tormenti da Mondiale. Ci racconti un po’ del suo Natale? Con affetto e dolcezza ti abbraccio e bacio fortissimo. Luigi

“Non ha ancora tirato fuori i suoi polacchini col pelo, il ragionier Giustini. Che caldo quest’anno a Natale! Sul davanzale della finestra di cucina il geranio nel vasetto di terracotta è ancora intatto. Rosso fuoco, solo le foglie sono leggermente ingiallite. Tutte le mattine, mentre consuma la sua breve colazione, lo guarda stupito e spera che non “ceda” mai. Lo saluta, uscendo per andare al lavoro: “Resisti!”. Esce. E solo le luminarie ancora accese a quell’ora presta, raccontano che sì, è proprio Natale. Il ragionier Giustini si scosta la sciarpa dal viso: “Non serviva!”, ma la tenuta invernale, ormai, la indossa da qualche settimana a dispetto della temperatura e quella vestirà fino alla fine dell’inverno. “Chissà se ci sarà neve?”, pensa. Quest’anno ha deciso di fare una pazzia. Tre giorni in montagna a cavallo di Capodanno. Ha trovato una combinazione conveniente su un giornale dimenticato in ufficio, ha telefonato e si è prenotato. “Il nome del paese… il nome del paese…” No, non se lo ricorda proprio e neppure i suoi colleghi l’avevano mai sentito. Ma che importa? Questo 31 dicembre lo passerà in vacanza. “Chissà se ci sarà neve?”. Il ragionier Giustini desidererebbe di sì. Ha intenzione di costruirsi un bel ricordo. “Che belle le casette e gli alberi e le piccole valli, sembrava di essere in paradiso, quella fine anno”. Immagina di raccontarlo, magari quando sarà in pensione, alla fruttivendola sotto casa o al panettiere che è così gentile e gli sorride sempre. L’ultima volta che ha giocato in mezzo a mucchi enormi di neve era piccolino. Vivevano ancora in quel paesino di mezza montagna che lui non ha mai dimenticato e non vuole dimenticare. Anche se la mamma gli permetteva di stare fuori poco, con quel freddo, lui rientrava felice, con le guanciotte rosse e le mani quasi congelate. Si buttava tra le braccia di sua madre e risentiva il profumo di lavanda della camicetta di cotone. Una lacrima si allontana dal suo cuore e cade sulla borsa che tiene stretta al petto. Si sta alzando uno strano vento che gli apre il cappotto. “Vuoi vedere che il tempo cambia?”. Allunga il passo anche se è, come al solito, in largo anticipo. Non è il caso di prendersi un malanno proprio adesso; pregiudicherebbe il suo programma di festa. Pensa che dovrà assolutamente tirar fuori i polacchini col pelo che sono in uno scatolone sopra l’armadio in camera da letto. Si rimette la sciarpa ben stretta intorno al collo e si convince. “Sì, ci sarà neve, ci sarà neve”.

Speciale Vanity C’è Mina Per Voi del 30 dicembre 2014
Totalmente, psicologicamente, sentimentalmente a favore

Ciao Mina, come stai? Che cosa ne pensi dell’eutanasia? Non pensi che sia ora di lasciare alla gente la libertà di decidere se continuare a soffrire o decidere di morire? Ne sei a favore? Io sì. Un abbraccio, Fabio B.

Totalmente, convintamente, naturalmente, psicologicamente, sentimentalmente a favore, caro Fabio. Gli strumenti di cui dispone la medicina, ai giorni nostri, oltre un certo limite, tolgono dignità all’uomo. Essere tenuti in vita a forza è un orrore. È peggio della morte stessa. Ti saluto, amico mio.

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Vanity Fair

30 Dicembre 2014

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